• "Ai Rucc e Dintorni"

    Società Cooperativa Sociale Onlus

    Comunità Terapeutica "Ai Rucc"

    Trent'anni di attività al servizio del disagio sociale

    1984-2014






UNO DEI NOSTRI PARTENER DA ANNI CON NOI NEI NOSTRI PROGETTI






Banca di Credito Cooperativo soc. coop. dal 1895
via Marini 33 Storo (TN)



Chi Siamo






LE NOSTRE ORIGINI

Il dilagare in val sabbia del fenomeno della tossicodipendenza ha mobilitato nel 1981 intorno all’oratorio un gruppo di genitori che costituitesi in FAMIGLIA APERTA hanno iniziato a dibattere il difficile problema.
Il dibattito protrattosi per ben tre anni convinceva i partecipanti della necessità che il gruppo famiglia aperta doveva promuovere una struttura riconosciuta che consentisse di svolgere in modo organizzato un'attività a favore dei giovani ex tossicodipendenti ed altri bisognosi ed emarginati.
I contatti presi con l’unione provinciale delle cooperative in merito all’argomento e la presenza di esperti dell’unione nel dibattito all’interno del gruppo famiglia aperta convinceva dell’opportunità di costituirsi in cooperativa.
Il 1984 infatti è stato l’anno in cui in collaborazione con l’unione provinciale delle cooperative si è sviluppato il dibattito sulle elaborazione dello statuto della costituente cooperativa.
Parte significativa dello statuto il 4 comma dell’art. 4 che recita: la cooperativa si propone di svolgere in modo organizzato e senza fini di lucro una attività finalizzata al recupero ed alla qualificazione umana morale culturale professionale nonché all’inserimento sociale e lavorativo di persone che si trovino in stato di bisogno Handicap ed emarginazione.
La costituzione della cooperativa avvenne infatti il 10/12/1984 con rogito del notaio Tommaso Pietro Boni e venne denominata Cooperativa di solidarietà ai RUCC e Dintorni con un consiglio di amministrazione composto di n° 7 membri.
Prima attività del consiglio fu il reperimento di un fabbricato che potesse diventare sede della comunità di recupero e l’opportunità prese corpo dopo un incontro con la parrocchia di Vobarno proprietaria di un fondo nella zona Ronchi su cui sorgeva un vecchio fabbricato da ristrutturare.
Dopo la stipulazione di un contratto d’affitto, novennale rinnovabile, nell’agosto del 1985 iniziarono i lavori di ristrutturazione del vecchio fabbricato del beneficio parrocchiale.
I lavori vennero eseguiti completamente dai volontari della cooperativa, da alcuni alpini, dai giovani della comunità e da altri vobarnesi sensibili e con l’aiuto indispensabile, nella fornitura di materiali, di ditte vobarnesi, valligiane ed altre.
Dall’agosto 1985 continuarono ininterrottamente, ogni sabato, qualche domenica ed alcuni giorni della settimana i lavori di ristrutturazione del fabbricato che terminarono nel dicembre 1988 con altre 5000 ore di lavoro.
Negli anni 1985/88 i giovani della comunità erano alloggiati presso l’oratorio e svolgevano attività lavorativa di allevamento del bestiame in diverse stalle concessagli gratuitamente ma dislocate a notevole distanza l’una dall’altra e quindi con notevoli difficoltà logistiche e costi elevati.
Dopo i primi mesi di studio e di indagine, il gruppo ha iniziato un opera di recupero costituendo una Comunità Terapeutica che accoglieva i giovani tossicodipendenti di altri paesi, in appoggio ad altre Comunità della provincia.
Tale Comunità trovava appunto la sua sede presso l’oratorio di Vobarno seguita dal sacerdote, da un volontario a tempo pieno e da un obbiettore in servizio civile per l’attività lavorativa presso famiglie della zona, per vari appalti di lavoro a livello famigliare e per l’attività culturale e occupazionale del tempo libero.



...per ricordare il passato

e sognare il futuro


Trent'anni di vita: troppo poco per una cooperativa che non può così vantare tradizioni secolari e cimeli storici.
Eppure,in trent'anni tante cose possono cambiare: un piccolo seme può diventare un grande albero e anche un gruppo di persone, guardandosi indietro, può sempre dire:
"Però! Un po' di strada l'abbiamo fatta!".
Tanti tra noi ricordano certamente gli inizi di questo cammino: quando alcuni giovani "normali", ma un po' "pazzi" accolsero i primi giovani"in difficoltà" presso l'abitazione del curato vivendo con poche lire e tanta carità; quando colmi di buona volontà con alcuni volontari si intraprese l'opera della costruzione della casa della comunità "Ai Rucc" e delle strutture per l'attività lavorativa, contribuendo nelle più svariate forme al loro sorgere;...
Oggi ricordiamo questi inizi, facendo festa e guardandoci un po' più in profondità.
Scopriremo allora che, nonostante tanti limiti, incoerenze, fragilità e soste, sono stati fatti grossi passi: in opere materiali, in mille iniziative, in piccoli-grandi gesti di generosità in oratorio, nella casa della carità zonale, nelle varie chiese fino ai campesinos in Venezuela e agli indios in Guatemala.
La grande passione per ogni uomo, per la sua vita, per la verità nascosta anche sotto le macerie di scelte sbagliate hanno permesso gioia e meraviglia per la vita che vince sulle schiavitù, sull'indifferenza e sulla morte, a dispetto del grigiore dei giorni.
Di tutto e tutti vogliamo ringraziare il Signore.
Perchè Lui che ci ha voluti, ci tiene insieme, ci accompagna quotidianamente.
E perchè il ricordo non sia solo folclore, abbiamo voluto collegarlo con un progetto preciso: celebrare un anniversario per ricordare il passato e sognare il futuro, riscoprendo l'identikit del nostro esserci: i volti i cuori e le sue mani a servizio dei valori di ieri e oggi: la solidarietà "pensata alla grande" (cioè seria, impegnativa concreta); la fraternità che deve unire sempre di più, al di là di tutto ciò che in qualche modo, giustamente o no, potrebbe dividere, nella condivisione di ciò che siamo e abbiamo.
L'augurio è che possiamo continuare a essere nella storia una presenza di benedizione, con la decisione di tenere la mano disarmata, perchè non si ha nulla da conquistare; aperta, perchè disponibile al dialogo; vuota, perchè bisognosa di ricevere Dio e l'uomo.
Ancora tante cose belle! Con affetto grande

don Raffaele




"Testimonianza di un utente"

Ho camminato per molto tempo su un sentiero lastricato solo di buio ipocrisia e falsità.
Non avevo quasi più speranze solo molti dubbi.
Mi sono lasciato andare in un vortice di annullamento della mia persona sempre più grande trascinando con me gente e amici.
Un giorno però mi sono detto:
“BASTA!!! Così non può continuare”
E piano piano ho cominciato a riscoprire il valore delle piccole cose che mi circondavano.
Ho scoperto quanto può far bene un sorriso, il soffio del vento nei capelli, apprezzare e rispettare di più la natura e la verità che c’è in me.
Non è facile cambiare ma si può se lo si vuole veramente.
Un tramonto estivo un cielo limpido sono spettacoli bellissimi che si vedono solo con occhi nuovi.
Ho scoperto di voler vivere, di amare la vita come non ho fatto mai finora.
Adesso riesco a capire un po’ di più le persone ad avere più rispetto per me e per gli altri.
Sto cambiando e sono cambiato e non ho più nessuna intenzione di fare gli errori di un tempo sempre più lontano.
Ma voglio migliorare ancora sempre di più, attimo dopo attimo, giorno dopo giorno.


Giuliano 1994 Comunità Ai Rucc



Documenti



Carta servizi rucc 2013.pdf


Carta servizi rucc 2014.doc


Linee guida dei processi assistenziali.pdf


Codice etico Airucc.doc


Bilancio sociale 2013.pdf


Progetto educativo comunità luglio 2012.doc


Carta servizi rucc 2015.doc


Carta servizi rucc 2015.pdf


Bilancio sociale 2014.pdf


Carta servizi rucc 2016.pdf


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Cosa facciamo




Allevamento Bovini, Suini,
Equini e Ovini


Il lavoro è un mezzo importante di responsabilizzazione e socializzazione.
Fonte di stima di se attraverso il quale si prende coscienza delle proprie capacità impegnando le proprie potenzialità: intelligenza cuore volontà.
Il lavoro è principalmente di tipo agricolo e allevamento.
L’allevamento è l’attività lavorativa principale e comprende l’allevamento di vacche da latte cavalli pecore maiali, completano alcuni altri animali: asini e capre.
STALLA E ALPEGGIO:
I bovini sono principalmente di razza bruna e grigio alpina iscritti al Libro Genealogico Nazionale e sono allevati dalla nascita fino all’animale adulto.
Negli ultimi anni l'allevamento bovino a raggiunto alti livelli qualitativi grazie alle continue migliorie introdotte in azienda: una stalla razionale, un moderno sistema di mungitura, una corretta e attenta alimentazione hanno contribuito negli ultimi anni al raggiungimento del suddetto traguardo.
Unitamente alla fecondazione naturale, utilizzando la tecnica della fecondazione artificiale, l’attenzione è stata posta agli aspetti genetici utilizzando il meglio in termini di riproduttori, puntando al miglioramento delle produzioni e degli aspetti morfologici del bestiame.
Qualche ospite-utente ha avuto anche la possibilità di partecipare ad un corso per la fecondazione artificiale preoccupandosi poi di applicarla direttamente sui capi della comunità.
Nel periodo estivo la comunità organizza un esperienza in alpeggio in Val Daone malga Nudole e malga Val di Fumo e questo unitamente ad altri capi di bestiame proveniente da altri allevamenti della Val Sabbia per vivere un esperienza in pieno contatto con la natura, dura affascinante e rieducativa a 2000 mt d’altitudine ai piedi dell’Adamello.
SCUDERIA E MANEGGIO:
i cavalli sono di razza avelignese attuali discendenti dell’antica razza haflingher anch’essi iscritti al Libro Genealogico Nazionale e vengono seguiti dalla nascita alla maturità.
L’addestramento, oltre alla cura e pulizia giornaliera sono un elemento importante e valido strumento educativo dove la nostra scuderia rappresenta un eccellenza in tutta l’area bresciana.
La nostra scuderia è inoltre stazione di monta pubblica equina regionale e riferimento per la marchiatura di puledri un importante centro di incremento ippico per l’intera Valle Sabbia ospitando campioni riproduttori del calibro di Akki, Rataplan e la stella emergente Sambuco.
Nella cooperativa la riproduzione si realizza esclusivamente naturalmente con l’utilizzo della fattrice avelignese per la produzione di puledri ad impiego a sella e a basto in ambiente montano.
In estate i cavalli vengono utilizzati per il maneggio presso la Malga Nudole in Val Daone. La passione per i cavalli e le cavalcate è molto viva in tutti i giovani della comunità ed il maneggio è a disposizione anche per i turisti che possono improvvisarsi cavalieri su facili e caratteristici percorsi.
OVINI SUINI: le pecore di razza Finnica trovano invece dimora presso la strutture di Roè Volciano con la possibilità di zone per il pascolo e producono agnelli con carne pregiata.
Questa razza appartiene al gruppo delle razze nordiche a coda corta e sono soggetti caratterizzati da una taglia un peso limitato variabile dai 40 ai 50 kg.
I suini sono anch’essi seguiti dalla nascita, da fattrici presenti in azienda, alla maturità e sono circa una ventina e seguono a differenza degli ovini il resto del bestiame in malga durante il periodo estivo dove vengono nutriti con il prodotto finale della lavorazione del latte, il siero, ed esclusivamente utilizzati per la trasformazione e per la produzione interna di insaccati.




Incontri periodici del gruppo


Quindicinalmente il gruppo si trovava per uno scambio di opinioni verificandosi continuamente sulla situazione in zona e maturando interventi. Più volte sono state invitate persone “esperte” in materia per un arricchimento e perché il lavoro del gruppo potesse intervenire in modo più qualificato facendo tesoro dell’esperienza altrui. Insieme venivano analizzate le varie proposte e poi verificate.




Attività di gruppo


Dopo i primi mesi di studio e indagine, per far fronte al problema i modo positivo, sia per una prevenzione e sia per un coinvolgimento dei giovani tossicodipendenti della zona, il gruppo ha iniziato un opera di recupero costituendo una Comunità Terapeutica che accoglieva i giovani tossicodipendenti di altri paesi, in appoggio ad altre Comunità della provincia.
Tale opera ha dato uno spiraglio ai giovani tossicodipendenti della zona, sono stati stimolati e hanno così maturato la scelta di entrare i una Comunità Terapeutica.
Tale Comunità trovava la sua sede presso l’Oratorio di Vobarno, seguiti dal sacerdote, da un volontario a tempo pieno e da un obiettore in servizio civile; per l’attività lavorativa presso famiglie della zona o per vari appalti di lavoro a livello famigliare; per l’attività culturale e occupazionale del tempo libero gli operatori venivano sostenuti dai membri del gruppo.
I giovani stessi che frequentavano l’oratorio alla sera si sono resi disponibili ad aiutare i giovani in Comunità contribuendo a creare un ambiente di accoglienza ricco di cordialità e arricchimento reciproco.




Sostegno ai genitori


I genitori dei ragazzi tossicodipendenti hanno trovato nel gruppo un sostegno sia morale che tecnico, contribuendo sia per uno studio delle cause sia per un’azione di prevenzione nelle famiglie.




Informazione e prevenzione


In questi anni il gruppo ha organizzato per il paese e per la zona vari incontri di formazione sul fenomeno della tossicodipendenza; ultimamente un corso di educazione per genitori con la partecipazione di circa un centinaio di genitori.
Anche i giovani della zona sono stati coinvolti in un convegno giovanile sulla emarginazione, maturando insieme proposte e un opera di collegamento nella zona per un intervento più qualificato.
Anche i componenti della Cooperativa e i vari operatori di Comunità o di primo intervento hanno iniziato un cammino di formazione più specifica nel campo della tossicodipendenza privilegiando l’aspetto di crescita matura degli operatori e per una programmazione qualificata nel campo della prevenzione.
La presenza della Comunità Terapeutica, dopo i primi momenti di incomprensione è risultata per gli abitanti una presenza positiva in modo particolare ha contribuito a creare una presa di coscienza costruttiva su un fenomeno-problema che non può essere delegato solo a una ristretta cerchia di persone.




La Comunità Terapeutica: una realtà aperta


La Comunità terapeutica “Ai Rucc” è una struttura a carattere residenziale che risponde alle esigenze di chi intende effettuare un’esperienza di vita comunitaria.
La permanenza in tale struttura è per favorire la maturazione, l’autonomia, l’identità dei giovani tossicodipendenti.
La Comunità come tale non può impegnarsi in prestazioni occasionali ma intende impegnarsi in un'attività programmata e prolungata nel tempo.
In Comunità si vive valorizzando ogni momento, con responsabilità vengono suddivisi i compiti e i ruoli sempre finalizzati al fine comunitario e alla crescita del bene personale e comune: lavoro, pranzo, tempo libero, momenti comunitari interni ed esterni possono diventare oggetto di riflessione e di maturazione.
La nostra Comunità vuole essere inserita pienamente nel territorio: pensando e riflettendo sul termine ultimo del recupero, il reinserimento del giovane, si presenta al territorio in modo trasparente, con un interscambio di valori e contenuti.
Una Comunità che ha muri solidi e sicuri, ma attraverso i quali si può “guardare”, per conoscere-contribuire-partecipare nelle forme più adeguate.
Comunità chiusa ma non isolata, aperta ma non invasa.
La posizione in cui ha sede la struttura è per il paese davanti ai propri occhi, quotidianamente, una presenza positiva che innesta il principio del coinvolgimento della popolazione locale e della zona.
Superando gradualmente il semplice appagamento di curiosità (di ciò che avviene “dentro”) favorisce una maturazione e riflessione collettiva su temi di natura educativa e di solidarietà per i vari bisogni.
Se la Comunità terapeutica ha molto da chiedere ha anche molto da offrire.
La sua ben visibile presenza, non emarginata localmente, può essere trasformata per tutta la popolazione e in particolare per i giovani, in un momento di stimolo e di riflessione su tutti quei temi che la problematica droga inevitabilmente solleva: la qualità di vita nella società post-materialista, il degrado dei rapporti interpersonali, i temi dell’educazione, dei valori…
La comunità terapeutica svolge così una chiara funzione educante e preventiva fornendo la crescita non solo delle persone interne, ma promuovendo e formando le coscienze di chi è al suo esterno, proprio in quel tessuto sociale dove tutte le forme di emarginazione e devianza hanno origine.
In questo modo si evita il rischio di cadere nel creare l’isola felice o la dipendenza dalla Comunità con le conseguenze di perdita di tempo e ulteriore difficoltà nell’accettazione di se stessi e dei propri sforzi di crescita di volontà.



Metodologia di intervento




Centro di ascolto e di accoglienza


Al centro si possono rivolgere persone che si trovano in varie situazioni di bisogno ma che abbiano riferimento all’emarginazione giovanile in genere e in particolare alla realtà di tossicodipendenza.
Ogni inserimento in Comunità va concordato con il Nucleo Operativo per le Tossicodipendenze della USSL di provenienza.
Si ritengono necessari una serie di colloqui (che possono variare a seconda dei casi) tesi a sondare la motivazione e la natura dei problemi del soggetto per approfondire una conoscenza più globale che permetterà di individuare se la nostra Comunità può essere in grado di dare risposta ai bisogni emersi o più producente indirizzarlo verso altre forme di intervento quali famiglie ospitanti o altre comunità.
A tale proposito la persona viene a conoscenza delle regole, delle finalità, del tipo di lavoro e di ogni realtà che costituisce la vita in comunità.
Altro compito importante è quello di approvare la conoscenza dell’ambiente di provenienza del soggetto, prima e durante l’esperienza di emarginazione e individuare persone, gruppi o strutture che possano insieme collaborare al programma di recupero e al momento di reinserimento.
Prima dell’ingresso in Comunità viene richiesto un ricovero ospedaliero per una completa disintossicazione fisica.
All’ingresso della persona in Comunità, con i suoi famigliari e conoscenti vengono chiariti i programmi e le finalità della Comunità e di conseguenza gli impegni che a loro volta devono assumersi.
All’ingresso in Comunità la persona deve convenire con questi punti;

- la persona sceglie liberamente di entrare in Comunità e di vivere tutta l’esperienza della Comunità.

- si impegna a stabilire un rapporto di massima sincerità e di fiducia con tutti e in modo particolare con gli operatori.

- in Comunità non porterà con sé droga, nessun genere di medicinali, soldi… ma solamente il corredo personale. Non farà uso di alcool, poco tabacco, niente violenze, né prepotenze, né eccezioni.

- non gli è permesso di relazionarsi con ambienti o con persone che non diano sufficienti garanzie e fiducia circa l’uso e il traffico di qualsiasi stupefacente o che in qualche modo possano essere occasione di disturbo.

- deve essere disponibile a rimanere in Comunità fino a quando la stessa non esprima un parere favorevole, sempre tenendo conto delle valutazioni dell’interessato e se occorre dei famigliari (e o gruppi, Not…). Oltre a questo dovrà essere sicuro di avere la famiglia pronta ad accoglierlo o un ambiente opportuno, un lavoro, la possibilità di poter vivere dei rapporti validi con qualche realtà esistente sul territorio di appartenenza e aver raggiunto una collaudata maturità umana.

- sarà attento a non relativizzare nessun impegno, anche se piccolo e imparerà ad accettare con senso critico la correzione fraterna e ogni tipo di richiamo.

- sarà un uomo deciso a tutto pur di vivere il proprio progetto educativo e pur di costruirsi una solida personalità con sincere garanzie di onestà.

- è invitato a sfrondare le proprie esigenze per meglio di vivere i lavori essenziali della vita (lontana dalle sofisticazioni del consumismo). L’esperienza in Comunità non è limitata alla risoluzione del problema droga ma anche a raggiungere una maturità a tutti i livelli che gli permetta di portare un messaggio nuovo e di provocazione in quel mondo da dove proviene.




Accoglienza e vita in comunità


L’ingresso della persona in comunità è momento fondamentale, a questo momento la Comunità deve essere pronta e matura per il nuovo ingresso, creando le condizioni perché il nuovo arrivato si trovi in un clima sereno e ricco di esperienza umana che favorisca in lui una netta separazione con lo stile di vita, i luoghi, le abitudini passate.
In questo primo periodo vengono sospesi i rapporti con l’esterno: famigliari, amicizie… di ogni genere.
La persona ha bisogno di sentirsi a proprio agio e nella situazione di massima serenità per iniziare a stabilire con gli altri membri della Comunità relazioni di fiducia.
Inizia cosi il cammino di crescita e di sperimentazione della propria soggettualità nel valutare più obbiettivamente il senso della scelta e nel decidere e consolidare scelte future.
Due sono i canali ai quali vengono indirizzate le varie attività e proposte:

- individuazione, acquisizione e realizzazione di strumenti e ideali di crescita presenti nel contesto comunitario;

- impiego degli stessi nei rapporti con la realtà esterna ed un elaborazione di un progetto di vita personale e integrato nella società

In particolare queste sono le concretizzazioni e i punti di riferimento per ogni cammino

- la propria realtà personale, il proprio vissuto: accettarsi, discernere elementi validi e quelli che soffocano lo sviluppo della personalità;

- la persona sceglie se stessa, le proprie capacità e i propri limiti;

- una conoscenza sempre più profonda della propria realtà, altrui e delle cose costruendo e maturando un modo per maturarsi con sé, gli altri e le cose, sempre più positivo; valorizza i doni propri, altruie presenti nelle cose;

- diventa sempre più protagonista della sua vita e della comunità: si interessa, si coinvolge, si responsabilizza;

- matura un progetto di vita basato sull’«essere» e non sul possesso, sull’avere, sull’efficienza.

Valorizzando le potenzialità presenti nella realtà comunitaria possono risultare utili le seguenti precisazioni, anche come riferimento per una costante verifica:

- la vita comune come alternativa all’individualismo, al soggettivismo, alle varie forme di settarismo e alla tentazione di isolarsi; povertà e semplicità nel modo di essere, di parlare, di rapportarsi agli altri;

- rispetto degli altri e delle idee altrui;

- la riflessione come atteggiamento costante per evitare il rischio di fare o subire senza finalità;

- onestà, corresponsabilità, solidarietà in alternativa all’arroganza, alle situazioni di mancanza di volontà, agli alibi per il disimpegno;

- rapporti di sincera amicizia in alternativa a rapporti superficiali andando al profondo delle cause togliendo ogni tipo di «maschera»;

- grande senso dell’ospitalità e accoglienza a «chi passa», gli amici, i collaboratori, e a chi si avvicina alla nostra realtà con finalità positive.

- solidarietà e altruismo: volontariato, iniziative a sostegno di altre realtà in difficoltà o che condividono come noi la stessa passione per l’Uomo.

I residenti in comunità iniziano o mantengono frequenti contatti con l’esterno (incontri e scambi con realtà locali, con gruppi singoli, partecipando a momenti comunitari, a iniziative culturali, formative, ricreative di vita presenti in paese o nella zona.
Viene fornito un “reinserimento” graduale mediante momenti di rientro in famiglia, in collaborazione con gruppi o persone dell’ambiente di origine e che hanno accettato di collaborare al programma educativo sempre però tenendo presente che tali momenti possono variare da persona a persona secondo il cammino fatto, si inseriscono come tappe con precise finalità risultando quindi come occasioni di crescita mediante una verifica.





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Come Finalizziamo il Denaro?

Con la Legge Finanziaria puoi delvolvere il 5 per mille dell'IRPEF a favore di associazioni no profit.
E' una buona azione che non ti costa nulla e che lo puoi fare con la dichiarazione dei redditi 2013.
Aiutarci Significa sostenere un'attività che da trent'anni opera con grande impegno sul territorio ma necessita anche di fondi crescenti.
Per destinare il 5 per mille basta:

- PORRE LA PROPRIA FIRMA NEL RIQUADRO

"Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni"


- RIPORTARE NELL'APPOSITO SPAZIO IL NOSTRO CODICE FISCALE:

01993230174

Le scelte di destinazione dell'8 per mille e del 5 per mille dell'IRPEF non sono alternative tra loro e, pertanto, possono essere espresse entrambe.

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